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Perché Santu Nicola

Il Santu Nicola Bed & Breakfast si trova a Gagliano del Capo, nel sud del Salento, in Puglia.
In questa terra nel bel mezzo del Mediterraneo, si incrociano i mari e, da sempre, si incontrano molte culture e religioni.
San Nicola da Myra è una figura che ben rappresenta l'incontro.
La basilicata a lui dedicata, a Bari, è un luogo di convivenza tra riti e culture; è l'oriente d'Italia, meta di pellegrinaggio dall'oriente d'Europa.
Sulla facciata della chiesa di San Rocco a Gagliano del Capo, c'è un bassorilievo raffigurante San Nicola, unico resto della distrutta chiesa di rito greco, inglobato nella nuova chiesa di rito romano costruita nel 1574, a testimonianza dell'amore di questa terra per questo santo speciale.
San Nicola protegge i viaggiatori, le donne e i bambini, è il santo del viaggio e del dono.
Noi intendiamo il viaggio come l'arricchimento nello scambio delle esperienze, la curiosità per i luoghi e le persone, il regalo grande che è nell'incontro.

Amiamo questo posto alla fine della terra e amiamo il viaggio, che è sentirsi a casa nel mondo. Ecco perché ci piace farvi sentire a casa, a casa nostra.

Arrivò annunciato da uno stuolo di cani recava addosso una mitra consunta un maglioncino dolcevita azzurro sotto i paramenti da vescovo aveva il volto olivastro orientale magro e scavato e una barba incolta di una settimana randagia come i cani che lo tiravano su una 127 rossa con due tavole inchiodate al posto delle ruote. Era lui Santo Nicola solo e male accompagnato (…continua)
"Ai tempi antichi per primi festeggiavano li pacci
Con i ciucci per la scorta alle feste mie tutto se ribaltava
E chi stava sotto contava e chi stava sopra sonava
E gli ultimi diventavano i primi se li primi ce ne lasciavano qualcheccosa
Ammodoché la paccìa se ne usciva a vaporazione
E se purificava tuttu lu munnu dell’inquietudine
Ah na’aggiu fatti de miracoli per li rapineti per li carcereti
Per le creature che aggiu fatto risuscitare e salveto orfani e accisi
Eh ho conosciuto la sofferenza perché nel cuore degli altri ho conosciuto il mio
Ma sempre me so sentito solo, solo e male accompagnato
E accussì aggiu ancominceto culle strenne e li ragali
Perché nessuno me li faceva a me
Ma poi non ne ho voluto più perché
La gente s’è fatta avida
Ah chi l’abbada più... li desideri per uno che te domandeno ne vogliono altri cento
Più conveniente più urgente e io com’aggia fa
Così l’affare dei desideri l’ho lasciato a Babbo Natale
Che lui glie riesce meglio, me sembra più capace più organizzato
E poi io dei desideri nu me fido e ve lo dico
Fate attenzione a quello che desiderete, capace che poi magari s’avvera
Io per me mi sono tenuto soltanto questi cerini
Così illuminanti e momentanei che
Accendono la fantasia e donano la loquenza
Sembrerà poco ma… non glieli ho lasciati li tengo per me
E il regalo qual è?
La buona favella che è brutta la povertà de non sapersi parlare
È le ricchezze che non si compra e che va tenuta curata ca senò le parole te lasciano e se resta soli E solo non è meglio che male accompagnato perché siete voi il regalo l’uno dell’altro.
Perciò tenete e se i vostri desideri non si sono avverati, almeno li potete raccontare come ho fatto io stasera con voi”
Così dicendo buttò un poco di quei suoi fiammiferi nel bidone e alzarono una fiamma così luminosa e inconsistente da apparire come un sole cadente che si alzò in un pulviscolo acceso come lucciole e si involò verso il cielo. Santo Nicola diede una grande soffiata e la sparse per tutt’intorno di modo che ne venissero tutti illuminati. Poi prese uno dei suoi cani dalle zampe e lo condusse come una cariola. Quello scalciava indietro come un asino ma egli non se ne importava. Tutti gli altri gli andarono dietro zampettando ed egli non volò via ma restò a terra appeso per le mani tirato dai cani come la coda di una cometa.
E diede inizio al suo festeggiamento con grande fracasso come all’uso antico quello dei folli dove gli ultimi diventano i primi e i primi si fanno ultimi e per tutta quella notte e il giorno ancora i passanti ritrovati e i signori benvestiti e tutta la folla dei partenti si fecero elemosinanti chiedendo l’un con l’altro una particolare carità ai pezzenti… "un poco d’eloquio, un poco d’eloquio per carità per favore dammi una parola per favore” E gli altri che ne erano ricchi concessero elemosine suerbe e grassi motti e sparsero favelle in profusione di parole belle sempre accompagnati da quel Santo Nicola fattosi invisibile dietro le sue campanelle.




Testo tratto dal radio-racconto di Vinicio Capossela "I Cerini di Santo Nicola"


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