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Alloggerete in una villetta
di recente costruzione,
con tutti i comfort, a due passi dalla campagna e
dal sentiero che porta al Ciolo, canyon
affascinante che si affaccia sul mar Ionio. Sarete
a pochi KM dagli altri centri del Salento,
dove potrete approfittare delle numerose occasioni
culturali e tradizionali della zona.
Inoltre, nella nostra zona ci sono
bellissimi sentieri
e percorsi da
trekking (consigliati
da Legambiente),
arrampicate sulle pareti,
itinerari subacquei, o
in bicicletta, etc.
( Distanze:
Insenatura del Ciolo: 2 km; Santa Maria di Leuca : 5
km; Spiagge Ioniche: 10 km; Otranto 40 km; Gallipoli
: 50 km; Lecce: 60 km). |
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UN PO' DI
STORIA:
Sembra che l'agglomerato originario sia stato
fondato nel II sec. a. C. dai superstiti dei casali
vicini, anche se la tradizione fa derivare il
toponimo dalla gens latina Gaius (I sec. a. C.). Nel
VI secolo (d. C.) fu occupata dai Bizantini, che
introdussero il rito religioso orientale, pratica
che si conservò fino al Seicento; nell'877 accolse
gli abitanti di Vereto (l'odierna Patù) scampati
alla furia distruttiva dei Saraceni. Nel Duecento,
in epoca angioina, divenne feudo di Isolda de Nocera;
successivamente di Guglielmo Brunella, e, nel 1485,
dei discendenti degli Scanderbeg (ai quali il feudo
era stato donato da Ferdinando d'Aragona). Nel 1547,
dopo l'ennesima invasione dei pirati saraceni - che
deportarono numerosi cittadini -, si munì di
fortificazioni, di cui non esistono che pochi
avanzi. Ultima feudataria fu, nel Seicento, Laura
Guarini, fino al 1806, quando ebbe termine il
feudalesimo, e Gagliano ottenne l'autonomia
comunale.(*La Gazzetta del Mezzogiorno).
Di rilevante
interesse sono la Chiesa Parrocchiale risalente al
1600, ma rimaneggiata ed arricchita di stucchi alla
fine dell’Ottocento, che ospita una statua in legno
di San Rocco, patrono della località, di raffinata
fattura; il convento di San Francesco da Paola del
1613, con annessa una bella chiesa barocca, sorse
per iniziativa della famiglia Castriota Skanderberg
nei pressi di un’antica chiesa greca dedicata a S.
Elia, unico resto del casale di Pulsano distrutto
nel corso delle numerose incursioni barbaresche (
ora è presente l'
Istituto di Riabilitazione dei Padri Trinitari;
interessante è anche la cripta di Santa Apollonia,
scavata nella roccia. Cittadino illustre ne fu il
grande pittore
Vincenzo Ciardo,
artista e docente di notorietà europea.
LA COSTA: Il paese di Gagliano
del Capo sorge a 147 m. s.l.m. e si adagia
nell'avvallamento delimitato dalle sue alture
denominate "Monte Tumasi" e "Monticelli"; l'aria è
salubre e nelle campagne dominano soprattutto la
flora e la fauna mediterranea. Nelle giornate chiare
e limpide di tramontana è possibile scorgere
sull'orizzonte marino le coste albanesi e dell'isola
di Corfù. A poca distanza dall'abitato si incontra
per prima la Marina di Novaglie; l'etimologia del
nome è forse da ricollegare al fenomeno che si
verificò intorno al sec. XI, quando molte terre
vennero disboscate e messe a "nuovo" per le varie
colture. Qui si nota il rudere di una antica torre
costiera (sec. XVI) e più oltre si aprono i rifugi
naturali dell'uomo primitivo; si tratta delle grotte
Cipolliane che hanno dato alla luce un deposito
pleistocenico, del paleolotico superiore, ciotoli
con graffiti enigmatici e infiniti gusci di
conchiglie. Proseguendo sulla litoranea verso Leuca,
si incontra Il canale del Ciolo
(in dialetto Ciola=Corvo) che si collega con il
centro attraverso un sentiero solitario e
suggestivo. Questa incantevole località è stata
definita "angolo dell'inferno dantesco" ed è
sovrastata da un ponte poderoso.(*www.puglia.org).
A 5 km da
Gagliano c'è "SANTA
MARIA DI LEUCA":
Tra Punta Meliso e Punta Ristola, dove l'Adriatico
si fonde con lo Jonio, sorge Leuca. Alla punta
estrema d'ltalia, il Capo di Santa Maria di Leuca,
appare come sospeso nel mediterraneo e proteso verso
l'Oriente.
Fu una antica città messapica e sede di Municipio in
età romana. Leuca è un nome greco che vuol dire “la
bianca (città)”, così appariva illuminata dal sole a
chi veniva dal mare. Vicino al piccolo centro c’è
Capo Santa Maria, l’estrema punta orientale della
penisola, che costituisce lo spartiacque tra il Mare
Adriatico ed il Mar Ionio. Su questo roccione è
situato il Santuario di Santa Maria di Leuca, o De
Finibus Terrae, costruito forse su un antico tempio
della dea Minerva. A ricordo del passato culto
pagano, all’ingresso del santuario una scritta
ricorda in latino: “dove una volta si offrivano
sacrifici a Minerva, oggi si raccolgono offerte per
Maria madre di Dio”. Il Santuario ha una valenza significativa perché,
essendo costruito “all’estremo sud del mondo” si
contrappone ad un altro celebre luogo di culto che
porta lo stesso nome, Finisterre, che sorge
dall’altra parte del mondo antico, all’estremo
nord-ovest in Bretagna sulla punta dell’antico porto
di Brest. |