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enogastronomia: i sapori del Salento

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Gastronomia salentina tra storia e tradizioni: I prodotti tipici: i vini e gli olii di oliva.

 

Fenomeno antropologico il tarantismo e l'altra faccia della medaglia la pizzica, fenomeno musicale e culturale.

Dove mangiare in provincia.

Artigianato tipico.

Fiere e mercati

 

Altro frutto straordinario di questa parte di Mediterraneo, tra Ionio e Adriatico, é la PESCA:

mareinitaly.it, pugliamare.com, consorzio intercomunale capo santa maria di leuca, federcoopesca.it, legapesca.it, politicheagricole.it/pesca, uncipesca.it, siba2.unile.it/acquatina, federpesca.it;

 

L'agricoltura nel Salento:

I vini del Salento: I vitigni della zona: Negroamaro, Malvasia, Primitivo, etc. link: Salentodivino.it,

ismea.it, politicheagricole.it

 

 I sapori e le tradizioni locali

Folclore: La vita collettiva s'incentra in alcuni pellegrinaggi legati a località famose e a episodi storici più o meno leggendari. L'8 maggio hanno luogo le due principali manifestazioni religiose regionali; la festa di San Michele Arcangelo, sul Gargano, si svolge nel santuario dedicato al santo, dove si trova la grotta in cui secondo la tradizione l'Arcangelo apparve l'8 maggio 493 al vescovo di Siponto, lasciando a prova della sua presenza l'impronta del piede. Non meno importante la sagra di San Nicola a Bari, che rievoca la traslazione del corpo del Santo patrono avvenuta nel 1087. La sera del 7 maggio un grandioso corteo si snoda sul lungomare e accompagna l'immagine del Santo, che la mattina successiva viene portata a spalla da gruppi di marinai fino alla spiaggia di Portovecchio dove, caricata sopra una grande barca da pesca addobbata con stendardi, tra salve di mortaretti, viene spinta in mare aperto seguita da centinaia di barche; a sera la statua viene riportata a terra per essere ricondotta in processione nei quartieri popolari. Molte tradizioni sono legate in Puglia al sentimento religioso, spesso mescolato a forme di superstizione o legato a tradizioni precristiane. Nel Salento sul culto preistorico riferito alle pietrefitte si è inserito il culto cristiano; rinunciando a ogni forma di repressione, inutile per la costanza con cui i contadini continuavano a praticare il loro culto, i vescovi bizantini fecero scolpire croci sui menhir. I falò accesi in tutta la regione sono un chiaro richiamo al culto del fuoco. Origini medievali ha il fenomeno storico-religioso del tarantismo con tutto il complesso rituale di musica, danza sfrenata e di colori che accompagna la guarigione. Molte manifestazioni popolari o tradizioni sopravvissute mettono in luce antichi legami con il mondo orientale: così a Bari la posa della prima pietra di una casa dovrebbe avvenire in concomitanza con la proiezione su di essa dell'ombra di un passante, in ricordo della tradizione bizantina che voleva una casa solida solo se nelle fondamenta ci fosse stata una vittima umana. C'è inoltre da rilevare che si trovano in Puglia colonie greche e albanesi, specie in Capitanata, che hanno in parte conservato non solo la lingua, ma anche il costume e il canto popolare del paese d'origine. Sopravvivono in Puglia forme drammatiche popolari sia profane sia religiose, come la sonata dei pastori e il viaggio dei Re Magi che si rappresentano nelle campagne di Taranto e il dramma della passione che si rievoca il giovedì santo a Muro Leccese. Quanto all'arte popolare, la regione fu nell'antichità non solo un grande emporio della ceramica greca ed etrusca, ma un attivissimo centro dell'arte figulina nelle due città di Ruvo e di Canosa. Ora il centro più importante è Grottaglie. Tra i prodotti legati ai bisogni della vita agricola e paesana si distinguono la quartara, anfora per acqua, e il trùfulù, fiasco di creta per il vino; scodelle, cucchiai e forchette, prodotti dell'artigianato del legno, sono lavorati con simboli religiosi o etnici e motivi geometrici. Notevoli sono anche i merletti a mano o al tombolo; caratteristico, infine, il lavoro della lana-penna (un filo ritorto che si ottiene trattando in modo particolare la bava di una conchiglia bivalve), con la quale si fanno guanti, sciarpe, berretti, usati specialmente dai pescatori.

Gastronomia: La disponibilità in ogni provincia degli stessi alimenti (grano, olio e olive, carni ovine e suine, verdure, pesce, formaggi) conferisce alla cucina pugliese un carattere unitario. L'alimentazione popolare gravita sopratutto sui farinacei: pane e pasta. Quest'ultima è presente sia nelle varietà industriali sia, frequentemente, nelle preparazioni casalinghe (lasagne, orecchiette, strascenate, troccoli, gnocchetti), cui corrispondono innumerevoli tipi di condimento, dai più semplici (salsa di pomodoro, cime di rapa) ai più ricchi (ragù di carne o di pesce, in timballo con ripieno di uova, polpette, carciofi, salame, formaggio). Tra le pietanze pugliesi sono caratteristiche le tielle, di derivazione spagnola, i panzerotti, le pizze e i calzoni imbottiti.

 

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