SALENTO :
Nella Puglia sud-orientale, la penisola salentina si estende
dalla Soglia Messapica fino al capo Santa Maria di Leuca,
tra il golfo di Taranto e il canale d’Otranto. Nel paesaggio
carsico si individuano tre zone: le ondulazioni delle Murge
Tarantine (tra Taranto e Salice Salentino), e Salentine (tra
Nardò e il capo Santa Maria di Leuca) e il Tavoliere di
Lecce coltivati a vite, olivo, tabacco, mandorle e cereali.
Coste sabbiose si trovano nel versante ionico, mentre
dirupate scogliere caratterizzano il litorale adriatico. I
centri principali sono Taranto, Brindisi, Otranto e
Gallipoli, sulla costa; Lecce, Francavilla Fontana, Mesagne,
Manduria, Copertino, Nardò, Galatone, Galatina e Maglie
all’interno.
PUGLIA :
Regione (19.362 km²; 4.086.422 ab. nel 2000) dell'Italia meridionale,
bagnata dal Mar Adriatico a N e a E e dal Mar Ionio a S e delimitata dal
Molise a NW, dalla Campania e dalla Basilicata a W. Capoluogo regionale
è Bari. Amministrativamente è divisa nelle 6 province di Bari, BAT
(Barletta, Andria, Trani), Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto.
Il termine Puglia deriva direttamente dalla denominazione latina di
Apulia , con cui era definita in età romana la regione bagnata dal
Mar Adriatico, e compresa tra il corso del fiume Biferno e l'Istmo
Messapico, corrispondente alla linea Taranto-Francavilla
Fontana-Brindisi.
STORIA
In epoca storica la Puglia fu abitata da genti illiriche e, sulle coste, da coloni greci. Le guerre sannitiche aprirono a Roma la conquista totale dell'Apulia. Alcune città guidate da Taranto approfittarono del successo di Annibale a Canne per ribellarsi, ma le armi romane schiacciarono l'insurrezione. Con la divisione augustea Apulia e Calabria costituirono la II regione comprendente anche il Vulture e parte del Molise.
Per la sua posizione geografica invidiabile la Puglia romanizzata ebbe un notevole sviluppo economico e il benessere e la pace sociale furono mantenuti fino alla caduta dell'Impero Romano d'Oriente (476), allorché subentrò la giurisdizione bizantina.
Il dominio bizantino fu contrastato dai Longobardi, a cui seguirono i Franchi, i Saraceni, i Veneziani. Guerre, assedi, devastazioni, regimi fiscali oppressivi e corrotti si avvicendarono con effetti rovinosi per la popolazione, che più volte tentò di liberarsene ribellandosi. La più nota ribellione fu quella promossa da Melo da Bari, che assoldò mercenari normanni (1016) e tentò, ma inutilmente, di scacciare i Bizantini. L'impresa riuscì ai Normanni d'Altavilla, che crearono nella regione la contea di Melfi o di Puglia, affidata da un'assemblea di guerrieri a Guglielmo Braccio di Ferro (1043).
Nel 1059 Roberto il Guiscardo ottenne l'investitura e il titolo di duca di Calabria e di Puglia. Il destino della regione ormai era legato a quello dell'Italia meridionale avviata a unità politica, quantunque i Veneziani tentassero di impedire la formazione di uno Stato forte affacciato sul basso Adriatico. Sotto gli Altavilla e gli Svevi (dal 1194) la Puglia godette di speciali privilegi e di una certa autonomia amministrativa: Bari era un porto attivo per i traffici con l'Oriente; Melfi era tanto importante e sicura che i papi la scelsero come sede per solenni concili e qui fu emanata la raccolta di leggi di Federico II per il regno di Sicilia, detta appunto Costituzione di Melfi (1231).
Dalla metà del XIII secolo la Puglia., divisa nei tre giustizierati di Capitanata, Terra di Bari e Terra d'Otranto decadde e subì passivamente l'alternarsi dei dominatori: gli Angioini dal 1266, gli Aragonesi dal 1442, gli Spagnoli dal 1504 e, dopo il breve periodo degli Asburgo (1714-38), i Borbone.
La rigida struttura feudale imposta dagli Angioini e mantenuta in seguito, la prevalenza dei latifondi e la correlativa povertà dell'agricoltura, la scarsità di centri cittadini economicamente e culturalmente aperti determinarono una struttura sociale anomala, caratterizzata dalla divisione delle classi estreme: l'aristocrazia baronale e la plebe (nell'assoluta maggioranza rurale) povera e ignorante. L'assenza del ceto medio spense l'apporto della Puglia alla vita del regno fino a tutto il Risorgimento.
Dopo l'unità anche in quelle terre povere si sviluppò il fenomeno del brigantaggio, nato soprattutto dalla delusione delle popolazioni agricole che avevano sperato in un immediato sollievo dagli stenti secolari.
ARCHEOLOGIA
L'importanza archeologica della regione è documentata, oltre che dai ritrovamenti preistorici, da quelli relativi alla civiltà indigena della regione e da quelli della greca Taranto. Le ceramiche micenee della fine del II millennio a. C. attestano un primo importante contatto col mondo greco. Taranto fu l'unica importante colonia greca della regione, anche se altri centri vantano leggendarie origini greche; più che da resti monumentali, l'archeologia tarantina è costituita dai corredi delle sue estese necropoli, ricche di vasi importati dalla Grecia e, soprattutto, in età ellenistica, di rilievi sepolcrali in calcare, di terrecotte figurate e di gioielli.
Il resto dell'ampia regione era caratterizzato da numerosissimi centri abitati indigeni di cui restano solo le ampie cerchia di mura, spesso duplici o triplici. Ricchissime le necropoli con vasi di produzione locale a decorazione essenzialmente geometrica associati talora a vasi figurati importati direttamente dalla Grecia.
Nel IV secolo a. C., quando la produzione artistica acquistò maggiore uniformità e fu più evidente l'influenza di Taranto, si ebbe anche una fiorente ed estesa produzione di ceramica figurata e nel secolo seguente di quella più semplice a vernice nera.
L'invasione di Annibale portò gravi danni alla regione e segnò la fine di molti abitati apuli. In età romana ebbero importanza soprattutto i centri lungo la via Appia e l'Appia Traiana, e anzitutto Brindisi, principale porto di Roma verso l'Oriente.
In prossimità del porto, ricerche subacquee hanno portato alla luce nel 1992 una notevolissima serie di sculture bronzee, dall'età ellenistica al II secolo d. C.
I ricchi ritrovamenti archeologici della Puglia sono raccolti in numerosi musei, tra cui quelli di Taranto, essenziale per la conoscenza della civiltà della Magna Grecia; di Bari, che raccoglie la documentazione della civiltà apula; di Lecce, Brindisi e Foggia.
ARTE
Tra il VII ed il XII secolo le manifestazioni artistiche più interessanti sono offerte dalle varie chiese-cripte e chiese-grotte sorte in diverse zone della regione, scavate nella roccia e spesso decorate con affreschi. Alcune costruzioni, quali la cosiddetta tomba di Rotari a Monte Sant'Angelo e il mausoleo di Boemondo a Canosa (fine XI secolo), costituiscono esempi di fusione tra elementi bizantini, classici e barbarici .
Con il XII secolo ebbe inizio il periodo di maggior splendore per l'arte pugliese. L'architettura romanica infatti, nella quale confluirono influssi di diversa provenienza, raggiunse espressioni altissime con la costruzione di una serie di chiese che per i loro caratteri stilistici costituiscono un aspetto specifico nel più vasto ambito del romanico. Tra i primi esempi è il S. Nicola di Bari, iniziato nel 1087, nel quale agli elementi normanni della struttura si uniscono elementi lombardo-emiliani. La chiesa di S. Nicola si pone come prototipo di una serie di altre costruzioni coeve della Terra di Bari, dalla cattedrale di S. Sabino a Bari a quelle di Bitonto, di Trani, di Ruvo.
La scultura romanica pugliese nel complesso fu legata alla decorazione architettonica, con grande varietà di motivi, da quelli stilizzati geometrici alle bizzarre figure di animali. Non mancano però anche sculture indipendenti dall'architettura, come la cattedra del vescovo Elia nella chiesa di S. Nicola a Bari, dove, a fianco di motivi bizantineggianti, si trovano tre telamoni a tutto tondo in cui è sensibile l'influsso dello scultore Wiligelmo. Già nel XII secolo motivi gotici, di importazione francese, sono presenti nell'interessante chiesa dei SS. Nicolò e Cataldo a Lecce, accanto a elementi bizantini e decorazioni di derivazione classica.
Anche il XIII secolo conobbe una splendida fioritura artistica con l'innesto di forme gotiche e classicheggianti nelle tradizionali strutture romaniche. Notevoli soprattutto le realizzazioni promosse da Federico II di Svevia, quali i castelli di Bari, Gioia del Colle, Lucera e, soprattutto, Castel del Monte. Quest'ultimo, innalzato nel 1240, è un'originalissima costruzione a pianta ottagonale, dai motivi architettonici già spiccatamente gotici; al suo interno, nelle chiavi di volta e nelle mensole, si trovano interessanti esempi della scultura detta “federiciana”, di chiara derivazione classicista, ma influenzata anche dalla tradizione scultorea provenzale della seconda metà del XII secolo.
Nel XV e nel XVI secolo l'architettura fu dominata da influssi veneto-dalmati, riscontrabili nelle cattedrali di Ostuni, Mottola, Manduria.
Solo nel Seicento la Puglia torna a presentare notevoli manifestazioni artistiche, grazie soprattutto agli esempi del barocco leccese. Questo si manifestò con caratteri originalissimi, non senza legami col barocco spagnolo, sovrapponendo a strutture lineari una ricchissima e fantasiosa decorazione. Nella prima metà del secolo operarono artisti quali Cesare Penna, Michele Coluzio, Giovanni Genovino e si realizzarono opere quali la stupenda chiesa di S. Croce. Successivamente, su impulso del vescovo Pappacoda, venne ampliato il duomo, per opera dell'architetto Giuseppe Zimbalo (1659-70), cui si deve pure l'attuale Palazzo del Governo, mentre del suo allievo Giuseppe Cino è il bellissimo seminario.
Di grande interesse sono infine alcune forme di architettura popolare di notevole originalità, come le tipiche abitazioni (trulli) della valle di Alberobello, di origine antichissima ma tuttora utilizzate.
Elenco delle bellezze della Provincia di
Lecce